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domenica 2 settembre 2012

Fare.



Ascolto Bach e penso alla mia strana mattinata a villa villacolle. Alla tazza di Measachair con il caffé caldo vicino alla colla messa in bagno a rinvenire. Alla luce sul banco da lavoro e il cielo grigio e piovoso. Scartare, ripulire, bagnare, asciugare. Usare le mani. Nel silenzio, in solitudine, la pace. Musica, piano, parole, voce che esce e canta. Equilibrio e chiarezza che delineano confini e paletti, desiderio di tranquillità, di uscire dal vortice, di fermarsi. Fare. E il legno pulito appare e la colla gonfia nel barattolo. Ci sono cose da ricominciare, da inventarsi, da portare avanti. Un'estate densa di nuovo, troppe scosse, aver perso un centro in euforica corsa, una specie di Ponyo a rotta di collo che corre sul pelo dell'acqua incurante dello tsunami. Ok. No, non così. Desiderio di spazio, silenzi, quiete. Un poco di attesa, ma appena un filo. Ho da fare cose, non ho voglia di vedere gente.
Su Measachair continuano le sorprese di alta qualità. Sono fiera della mia socia, specialmente quando mi tiene su fino alla tre di notte e ci battibecchiamo sui malintesi.

martedì 26 ottobre 2010

Fortezze.


Nascosta dove il telefono non prende e il wi-fi fa fatica sprofondo nel deserto. Non arriveranno, i Tartari. E neanche io li aspetterò. Provo un caffé allo zenzero e decifro i nudi in esposizione.

domenica 21 febbraio 2010

Nidi.


Sarebbe tempo di silenzio, invece chiacchiero molto. Ciarlo, starnazzo, scassoilcazzo. Parlo troppo. Perché sono agitata, isterica, furiosa, scossa, incredula, felice, impaurita. Ok. Intanto è morto il cellulare e così posson tacere gli sms. Poi è sufficiente chiudere il portatile e si dà un taglio al resto delle parole. Quasi tutte inutili. Che troppo si mescola e accade e volge al termine e comincia e cadono vecchi abiti e si teme di esser nudi, la sensazione è quella e allora si raccolgono stracci sporchi che ci insozzano, un po' si corre allo scoperto un po' ci si nasconde dietro ai cespugli, come un ridicolo film muto. Come aver perso il filo rosso e invece no. Solo che a volte inciampo in qualche filo altrui, a volte la presa non è salda e mi scivola il gomitolo, così dopo devo perder tempo a sciogliere nodiccioli e parrucche e districarmi da trame che non mi appartengono. Prendo una o, la tendo e la allungo, si stringe e si chiude, il nodo sparisce e mi accoccolo nel nido. Quieta.