domenica 4 dicembre 2016

Spazi.

Nonostante siano passati mesi ancora scatole, ancora cose non trovate, ancora spostamenti. Tento equilibri che si infrangono, cerco spazi che non mi concedo. Mi manca, a volte, tutto quel pedalare, il non avere sveglie, quell'andar fuori incontro a giornate inventate via via. Quella bohéme arrangiata, che richiedeva sforzo e faceva restar ritte leantenne. Quella ricerca che era prima di tutto un sezionarsi vivo, crudo, spietato, che fine ha fatto? Quell'ascoltare tutto, quell'ascoltarsi? Trovo il non voglio, chiudo le porte per ascoltare meglio. Echi, distanti, risuonano. Pochi attimi, svaniscono. Riaffiorano, si perdono. Un'altalena.
Come il desiderio.


giovedì 29 settembre 2016

Quesiti.

Dalla finestra i pianti continui del lagnoso bambino di fronte.
"Mah. Questo bambino non fa che frignare. Io mi interrogherei sul perchè si è fatto un figliolo frignone."
....
"Io mi interrogherei sul perchè si è fatto un figliolo."



martedì 2 agosto 2016

Estate.

Le finestre sempre aperte per far circolare l'aria. Il caldo, la tinta che si gonfia e cade dal muro, un po' di muffa dietro alle cose accatastate. Dalla piazza dei giardini arrivano ogni sera le fucilate che dovrebbero scacciare gli storni. Da quel poco che so immagino che non serva a niente ma evidentemente non hanno saputo escogitare niente di meglio.
Ho la testa svuotata, non riesco a concentrarmi su niente, passano i giorni e sto a traccheggiare. Tergiverso, procrastino, spreco. A volte mi spiace questa solitudine ma per la maggior parte del tempo non me ne accorgo neppure. Non ho più tempo. Non ho più voglia. Certe volte mi sembra di aver visto già tutto, non ho più curiosità e quello che mi circonda non riesco a capirlo. Mi sento estranea. Mi sento aliena. Prima possibile voglio rimettere la colla in bagno, dimezzeró le dosi che ricordo per non trovarmi chili e chili di materiale. E poi sarà la volta dell'argento e del rame. Non voglio pensare ad altro adesso. Niente programmi.
Sarà un agosto a caso. Qualcosa porterà di sicuro.



mercoledì 27 luglio 2016

Cucù.



La resilienza, l'adattabilità, l'ironia. La vita che vince, sempre, sull'istinto di morte.