Progetto "Measachair"
Inizialmente è stato un post. Questo post, per l'esattezza. Sentir parlare di una sedia in bilico e scorrere la collezione di sedie, trovarci immagini che già stavan salvate nel mio pc e nella mia memoria mi ha messo in circolo qualcosa che con quel post, sebbene credessi, non si è esaurito. Ho continuato a pensare alle sedie. Sì, certo, c'è un Tumblr e si posson raccogliere immagini, link, il virtuale è una cassaforte enorme e stai su Tumblr, stai su Pinterest, stai su forum, blog ecc e stai pur certa che potrai raccogliere materiali ispirazioni idee in quantità esagerata. Ma poi? Io son sempre stata abituata a fare, più che a ideare. Immaginavo cose, le realizzavo e stop. Stavolta evidentemente mi son sentita legata da un concetto. Non che io sappia verbalizzare la cosa. Però immagino che cose del genere esistano eccome. Esistono pittori che dipingono solo porte, solo finestre. Io mi sto baloccando con le sedie! Non che io sia un'artista, per carità. Perché sentirsi sedia e non tavolo o pensile o lampadario? Non lo so. Potrebbe darsi che la cosa sia solo dovuta all'aver incontrato chi collezionava sedie e non chi raccoglieva porte? Non lo so. Fatto sta che questa cosa delle sedie ha fatto nascere idee e poi "cose". La sedia ha gambe, schiena, corpo. E' declinabile in infiniti stili. A volte ha braccia che avvolgono. Accoglie la stanchezza, rende possibile il relax. Ricordo una ragazza, incontrata per caso dopo tanto tempo, che nell'aggiornarmi sui cambiamenti della propria vita mi parlava di un nuovo amore e la sua frase "Mi sento come avere una sedia sotto al culo" mi restò impressa. La sedia a volte è zoppa, malandata, ribaltata. A volte sta a gambe all'aria. Le sedie, le poltrone, gli sgabelli. E' buffo, poi, nascondersi o identificarsi in un'immagine di sedia. Perché le sedie, per quanto abbiano una certa personalità, sono l'esatto contrario delle persone. Eh già, perché una sedia acquista grande valore nel momento che si presenta accompagnata da almeno tre altre sedie identiche! L'unicità, nel mondo delle sedie è solo sintomo di eccentricità o ancora peggio, di indigenza. Le sedie diverse, scompagnate, richiamano immediatamente un senso di disordine, disuguaglianza, disparità. Una sedia orfana avrà scarso valore in quanto unica! Insomma. Sulle sedie sto ancora filosofeggiando, intanto che penso mi trovo a riempirne fogli, a disegnarle sugli oggetti, a cercare parole a cui accompagnarle. Oppure,per un meccanismo inverso, via via che mi escon dalla punta della matita mi trovo a formulare pensieri. Ci lavoro, insomma. E poi vengono fuori ritratti di sedie persone, idee da buttare sulla ceramica, sulla stoffa, sul legno...
E se volete aver un'idea della follia abbiamo anche un blog Measachair, abbiamo il tumblr Measachair e su facebook trovate la nostra paginetta. Ma se vi va di venirci a trovare di persona ci piacerà ancora di più.
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