Specchierina 25x25 pastiglia e colore
Qualche disegno, idee, proposte. Poi andare a mano libera e vedere cosa esce fuori. Pensavo al dialogo, pensavo ai bambini. E i colori son venuti così, delicati, buffi, accesi ma non sfacciati. Colori a tempera e cera, il tutto più soft possibile, perché in una cameretta non entrino orchi chimici e veleni. Ma sotto sotto, prima dei colori, prima delle composizioni, ho scoperto che hanno un perché anche quelle due seggioline che dialogano. Che una è alta, è l'adulto certamente e ha uno schienale che sembra la scala dell'evasione. Forse perché ha più esperienza o forse più bisogno di scappare. L'altra è piccolina, è il bambino e mi ricorda una seggiolina da campeggio: ricordi di aria aperta, quindi e libertà di scorrazzare senza troppi orpelli, seminudi e selvaggi. E ci ho pensato, dopo, a questa differenza. La prima cosa, o la più facile che viene da fare pensando a un "grande" e un "piccolo" della stessa razza, è riprodurre la stessa forma in dimensioni minori. Ma io pensavo ai bambini. E allora mi è sembrato necessario far due seggioline spaiate, diverse, anche se l'estetica è sballata. Perché un bambino non è un adulto in miniatura, ma una persona che sta crescendo. E' diverso, dal genitore. E' altro, con diversi bisogni e diverse esigenze e desideri differenti. E allora ha proprio un altro stile quella seggiolina piccola lì e non è neppure detto che mentre il dialogo si svolge lei stia ascoltando, forse sta invece parlando a quella vecchia sedia scolorata per raccontarle un altro mondo ancora. Quello possibile, quello nuovo, quello suo. Il mondo interiore dei bambini è un equilibrio fragile e in formazione, un tutto in potenza che deve sbocciare con l'aiuto degli adulti. Annullare il mondo interiore di un bambino è la violenza più grande e facile che esista. Per quel poco che ho visto passa dalle infinite impercettibili sfumature di quelle mamme che chiamano sempre i loro figli Mio figlio, senza dar loro un nome oppure ancora peggio "Il mio", come se fossero oggetti e i loro mondi passassero in secondo piano di fronte al fatto di essere opera e proprietà di quella mamma lì, che senza l'identità di mamma e possidente e creatrice come donna non ha altro a cui appigliarsi per sentirsi "esistente". Ho pensato ai post di Maestrapiccola, di quando racconta bambini agghindati come fantocci pieni di scritte paillettes e borchie da genitori che ne fanno delle ridicole bambole. I bambini hanno bisogno soltanto di vestiti comodi per giocare, a loro non serve la divisa come ai punk, ai dark e agli emo. Ce l'hanno intero, il mondo, non gliel'ha ancora fatto a fette nessuno. Quisquilie, diciamo, piccolezze. Ho troppo poco tempo in questi giorni: fogli, treni, documenti, dorature, patine, ammanniture, telefonate. E così non ho avuto modo di approfondire. Ma dentro quella sedia lilla c'é anche la proposta dei due ricercatori italiani che hanno proposto l'infanticidio come "aborto post natale". Roba che fa accapponare la pelle e che non ho capito se fosse una follia totale o una provocazione per porre invece l'attenzione sull'evento della nascita.