martedì 16 ottobre 2012

Realtà.

Pablo Ruiz Picasso, Corrida 

Nella slide l'immagine non è questa, ma una foto in cui si fronteggiano un toro ed un torero. Ne ho cercata una che mi piacesse di più e ho cercato di memorizzare quelle strane paroline che parevano onomatopeiche: fmot, smot, zmot. Forse sono i rumori della corrida? No. La slide parla del momento in cui il consumatore si trova all'atto dell'acquisto, nel punto vendita (o pidivì come l'uomo di marketing insegna). O di fronte all'erogatore del servizio (e dunque ah! quanto è importante il personale di contatto!). Perché in quel preciso momento, scatta il momento della verità. Ollé! FMOT! Zac, primo momento della verità! E di fronte allo scaffale, si decide di acquistare. Segue poi uno SMOT, un secondo moment of truth: quando il prodotto viene usato, magari neanche da chi ha deciso di comprarlo. Con l'avvento del web il momento della verità è stato anticipato drammaticamente e la decisione d'acquisto non è più davanti allo scaffale, ma davanti al monitor, quando entri in contatto con le review, le community, il branding e tutto concorre a quello che è il Zero Moment of Truth. Azzerato il momento della verità decido se comprare senza nemmeno dovermi recarmi al Pidìvì. Usti, come direbbe la socia. Ok, dico io, fammi scaricare l'ebook gratuito di Google, prima o poi magari me lo leggo, no? E guglo il librino, poi guglo un'immagine e poi non riesco a non pensare che sì, a me tutta questa roba piace anche ma quella fotina lì mi fa seguire un altro filo e finisco a canticchiare che "potremmo farci un olé da torero" e trovo la parola nebbia che mi riporta indietro, parecchio indietro. Ma io non sono nella nebbia, ho ancora e sempre gli occhi buoni anche se me li consumo tra slide, esercizi scemi di statistica e passo le serate a sniffare acquaragia ascoltando lezioni di organizzazione aziendale. E allora chiudo le porte, chiudo le finestre, chiudo i rubinetti, chiudo qualsiasi cosa mi porti anche solo l'odore di nebbia, che questa è la mia scelta, ho imboccato una strada qualche anno fa e lo sapevo che me la sarei percorsa per la maggior parte in solitudine. Non ho più voglia di rallentare il passo, chi vuole si sbrighi e tenga il ritmo se ce la fa, altrimenti pazienza, ci spediremo cartoline, mica che a tutti debban piacere i medesimi panorami.


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