sabato 2 ottobre 2010

Vertigine.

Sabba, estate 2010

Nella libreria ormai gremita nemmeno un angolo. Cerco di tenere un filo, ma è tanta roba, troppa, su vari livelli e finisco per essere travolta. Protagonista il 2007, anno importante, anno della mia nascita. E poi Left, che è sinistra e anche "lasciato" forse nel senso di lasciatoindietro, separazione e che è anche rivoluzione. LibertéEgalitéFraternitéTrasformazione. Che tutto si muove, sempre. La vitalità fa fremere, sconvolgere, ruotare e muovere. Pare che io sia granitica ma non è così. Il granito si forma, altissima pressione, altissima temperatura e come si forma sta. Io no. Io ci ho messo i mie trentapassa anni a far qualcosa di me, con lentezza, per tentativi, facendo e smontando a volte. E tuttora mi disgrego, vario, non cerco un centro, son pronta al terremoto se così ha da essere. Non è comodo, non è facile, non è costruttivo all'apparenza. Eppure tutti i miei cubetti reggono e sui passi fatti non ci ritorno. C'é tanto nuovo, così tanto che nemmeno so come andrebbe gestito. Non posso sapere se ciò che scelgo sia giusto, è ricerca, si va e si conosce e si fa esperienza, si cava fuori qualcosa, si aggiungono cubetti. A volte ci si rimette un pezzo, a volte si trovano perle. Oppongo resistenza, non voglio esser fiaccata, né allearmi con un oppressore. Come in medicina l'organismo può opporre resistenza a un veleno esterno, così il pensiero con il rifiuto si può difendere dalla pazzia e dalla violenza. Questo non è esser granitici, ci son lo stesso le paure, ci sono gli affetti, c'é la storia passata che non si cancella. C'é il tentativo di non cadere nel meccanismo sterile dell'annullare persone che fanno parte di noi, quel giochino tanto facile che ci rende mutilati e zoppi. Male di poco, se non ci servono tutti i pezzi, se si é già piazzati lì come blocchi di marmo (granito?) senza profondità, massicci, freddi, immuni agli stimoli alle intemperie, al movimento. E poi mi dico che benvenga la rabbia, che è sempre una reazione vitale, ben venga l'angoscia, benvenga tutto quello che non è superficiale inciampo, reazione rientrata, buon viso a cattivo gioco e quieto vivere. Forse è già tempo di fare meno la casalinga disperata e ri/trovare spazi. Cerco di riprendere tutti i fili possibili di una giornata densa, di ciò che ho percepito, di ciò che ho immaginato. Son rotolate perle, alcune delle quali non ho fatto in tempo a fermare, ne ho visto appena il brillare mentre scappavan via. Tornando a casa sorrido beata, divertita e forse un po' brilla. Avrò pure un sacco di casini irrisolti, ma non sto malaccio. E inspiegabilmente mi impunto, che non ho voglia di irrigidirmi per paura di perdere il trovato. Che strano mettere a rischio ciò a cui si tiene. Eppure è l'unico modo vivo di andare.

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