mercoledì 30 marzo 2011

Stagioni.


Un mal di testa assassino, feroce, che fa camminare barcollando, che rovescia lo stomaco e fa lacrimare. Mentre mi scanso dalla ciclabile per far passare le bici mi sembro sbronza e mi torna in mente il tossico di Andrea Pazienza, quello che urla ai poliziotti Ho la leucemia! Poi silenzio, buio, un letto che si fa caldo. Le pasticche funzionano e spengono il dolore, che si allontana e fedele torna il giorno dopo. Va tutto bene, ti si crepa la testa, ma han detto che non c'è nulla, quindi va tutto bene. E non si può stare una giornata a letto, non quando è l'unica che hai libera in una settimana e ti regala la primavera. Uscire nel sole, come in punta di piedi. Uscire a spasso nel tuo giorno libero e andare a lavorare, col senso di colpa dato dal poter scegliere uno solo dei tre lavori in sospeso. Nel giorno libero. E' che mi sento come di non aver più tempo. Non posso più oziare. E allora mi alzo, mi vesto, vado a lavorare. Come camminando sulle uova. Fare, ma lentamente. Tutto sottotono, per il timore che le chiacchiere, il moto, il fumo, gli odori, qualcosa, una qualsiasi cosa, possa ridare il via a quel pulsare sordo. Però porto avanti, cerco di far procedere ogni cosa, non lascio indietro nulla. Anche ilfregio ha avuto la sua parte. E dopo tante notizie grigie e nere e aggiornamenti cupi, un sorriso spontaneo, sfogliando una rivista: la grande scelta spagnola di far nascere un bimbo senza il gene che provoca il tumore al pancreas, alle ovaie, al seno. Poi resto di nuovo indietro indietro, occupata a spagliettare ingiallimenti, spazzare lanicci, brunire mensole, accogliere spilungoni, caricare lavatrici, gestire prenotazioni, pulire docce e procacciarmi del cibo. Il telefono spesso suona e non lo sento o non posso rispondere. Torno a casa e crollo, cerco solo la quiete. Mi mancano un sacco di pezzi, che non so più dove incastrare. Mi mancano le voci lontane e non so più cosa dire, se non che sono stanca. Un loop che preferisco evitare. Non sogno quasi più. E quando raramente succede e ci sono bambini, non sono mai miei. Intorno stanno gemmando gli alberi, per strada sbocciano profumi, in giardino ronzano elitre.

8 commenti:

  1. Fioriscono anche le infulenze stagionali...aaarrgghhhh...

    Isa (Comatosis...)

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  2. Dai, tieni duro. La primavera quando ci si mette è una brutta bestiaccia!

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  3. io soffro di emicranie ferocissime e comunque devo stare impiedi ( attualemnte non lavoro ma faccio la mamma e quindi non sto mai con le mani in mano ) e so che cosa vuol dire gestire il dolore , prendere la pillola , sentire il sordo maledetto bum bum alla tempia sinistra e andare avanti, fotofobica ma impeidi e poi il giorno dopo, rincoglionita e rallentata rendere grazie che il dolore non c'è più ma con la paura che ritorni feroce come sempre.
    Ti capisco
    E capisco tutti i colori che hai visto, grigi, e so che scosa vuol dire sognare altro rispetto a quello che si vuole.
    Ma è Primavera e tutto può succedere e migliorare.
    Forza...addà passà a nuttata.
    Cordialmente

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