mercoledì 12 agosto 2009

Visioni.

L'elenco delle visioni o addirittura ri-visioni degli ultimi tempi mi appare impressionante. Mai stata tante volte al cinema. Scorro i titoli sul programmino del cinema all'aperto e spunto i già visti. Per non passare una serata a casa torno anche a vedere il già visto. Per confermare un'impressione profonda e stuzzicata da un dibattito interessante di qualche tempo fa in cui ho ritrovato tutti i miei punti di riflessione sono tornata a vedere Vincere. Cinema, immagini, ho ritrovato tutto e di più, di nuovo. Chi era con me ha subito, impreparato. Chi ha preso una mazzata e chi mi ha detto che non ne avrei buscate solo grazie al vestitino lieve come velo di cipolla. Nella cella adesso c'é anche una locandina in più. Ho visto The Millionaire, videoclip melassa, ripetitivo e troppo lungo buono solo come scene, colori, fotografia, roba fastfood che solletica il ricordo di odoridindia, saporiditchai, spaesamentodoriente ma che non lascia nulla di nuovo. Il signor Boyle ha dentro ancora la corsa e la merda e sposta il tutto dal trainspotting occidentale ai treni indiani pachidermici. Ho visto Grantorino, appuntamento perduto del mese scorso e eterno rimpianto di non averlo condiviso al tempo col babbo. Clint Eastwood. Forse mi è piaciuto più ancora di Million dollar baby. Forse perchè lui è più vecchio e mi è più accettabile il rapporto con la ragazzina. In Million Dollar Baby mi ha sempre stonato il rapporto padre-figlia ricostruito in un rapporto che dovrebbe essere soltanto uomo-donna. Come dire. Al suo tesoro l'allenatore se non fossero stati in America, nazione di bigotti, puritanesimo a secchiate, due colpi glieli avrebbe anche potuti dare e avrebbero potuto parlare d'amore come dovrebbe essere senza stare tanto a nascondersi in certe sterili identificazioni. Va bé, è America, già tanto così. Grantorino ha anche quello la nota stonata, il sacrificio suicidio mi ha fatto sortire dal pelo, diciamocela tutta, ma alla fin fine se uno riesce a staccarsi un poco e a dargli un'etichetta "epica" ci può anche stare. Ho visto "Una notte da leoni" e ho riso. Parecchio. Ho visto "Vicky Cristina Barcelona" e ho concluso che non so dire se io sia più Vicky o Cristina o Maria Elena o se le tre siano solo le tre facce di una stessa donna, di sicuro il pennello di Javier Bardem ha un suo perché. Ho rivisto "Questioni di cuore" e nella sua semplicità l'ho ritrovato delizioso, pulito, un paio di frasi che ancora mi risuonano.

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