martedì 16 luglio 2013

Immagini.

sogni e farfalle

Scorro il muro di facebook poco prima che il router muoia, resto a fissare nella mente l'aggiornamento di stato di una ragazza. Dice "Le donne son tutte troie (cit)" e "tutte tutte" ribadisce nei commenti. Ho le antenne alzate in questi giorni, capto e registro. Percepisco più forti i segnali che sfiancano e minano la vitalità. 
In questi giorni sto avendo una fitta corrispondenza con una donna lontana. Lontana da me in molti versi. Lei insegna, e scrive. Mi invia, per farmi conoscere (o capire) il suo vissuto e la sua letteratura, la tesi che una donna italiana ha scritto su di lei. Io decido di leggerne un pezzo, poi le scrivo un infinito e sconclusionato flusso di coscienza in chi lo sa che inglese e decido di dormire. Dopo il sonno, finisco di leggere. Scremo dalle contingenze. Parla di una trasformazione, di repressione, di tabù e di energie. E' la sua ricerca, è la mia e quella di alcune donne che conosco. La tesi mette in parole accademiche tutto quello che a pelle si percepisce di questa donna che non saprei definire. Intensa, credo che sia la parola giusta. Ginu Kamani è densamente, intensamente femminile. Anche nel bosco, scarmigliata, struccata, in cenci da uomo, senti la sua femminilità viva e pulsante mentre pulisce le faggiole per estrarne l'olio o fa il fuoco o brucia il ginepro. A qualcuno non piace, Ginu. Fa paura ad alcuni uomini e scatena la rabbia di alcune donne. Qualcuno la conosce e si ammala. Lei si limita ad essere, senza tensione. Vive, è, e gli altri si agitano in maniera ridicola. Per molte cose, essendo io così terragnola e senzadio e senza magie, mi è lontana e io gioco con le sue coincidenze, i segnali, influenze zodiacali e numeri, prendo tutto come un racconto magico e folle, ma profondamente felice di farne parte. Ma in verità è la base, il nucleo, che mi è familiare. Parla della ricerca di un'identità femminile che sia legata soltanto all'esser donna e non prodotto dei tempi, di un passato, di culti e modelli. Una donna che non è mamma, non è moglie, non è uomo senza qualcosa. E', semplicemente. E allora guardo il muro di facebook. In sottofondo Caterina Bueno canta stornelli e vecchi pezzi del contado, giocosa scherza nel contrasto tra il figlio che chiede il permesso di prender moglie, "che io da giovinotto un vo' invecchiare" e la  madre che gli consiglia come sceglier moglie e finisce con "E tieni bene a mente la donna pare bona ma dietro le apparenze l'è birbona". E passa questo messaggio, passa di madre in figlio come fosse latte. La donna dietro le apparenze è birbona. E' civetta. Adesca, la donna. Qualche giorno fa una scena. Un'amica mette in guardia l'altra "Gli hai detto di andare in vacanza insieme? Ma allora sei zoccola! Lo sai che se ti ci porta devi dargli qualcosa in cambio??". E guardo in terra, che sì il tono è scherzoso, ma il fondo è melmoso. Intanto è volato uno zoccola di troppo, giudizio morale o forse invidioso sfregio. E poi. E poi l'amica, invece di sorridere e balbettare qualcosa, perché non dice "Sai forse sì, io ho proprio voglia di dargli qualcosa, ma anche in cambio di niente eh, allora cerco di creare le condizioni, dimmi un po', è sbagliato in qualcosa? E' qualcosa di sporco?". 
Ma i migliori, in questo mio antennuto momento storico, sono gli uomini con cui parlo, quelli che dovrebbero nutrire la mia speranza e la mia immagine maschile. Quelli con cui dovrebbe esserci un rapporto uomo-donna che ci realizzi. Ma che avendo bevuto il latte avvelenato si confondono, si impauriscono, non ci credono. E a volte ti annullano, a volte feriscono, inconsapevolmente, senza nemmeno accorgersi, abituati all'idea che ci sono delle apparenze dietro le quali la donna è birbona. O forse sono abituati loro, a esser birboni. E per il ladro, si sa, son tutti ladri. 
Come si fa a realizzarsi uomini e donne in un mondo in cui nessuno ha il coraggio di essere quello che sente?  

2 commenti:

  1. bella l'ultima domanda. si fa, prima di tutto, io credo. nel senso di: si tenta, si va a tentoni, non si teorizza. si è, come ginu, e anche un po' chissenefrega le reazioni, no? e ora vado a contare le mie immagini maschili

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